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Cultura & Costume

TAVA la pentola indiana della tradizione

Mi chiedete sempre riguardo la pentola che ho esposta in negozio …. ma che cos’è ? ed io vi rispondo sempre ” ma è la TAVA la pentola indiana di ferro per preparare il pane indiano!”

Molte sono le similitudini e le abitudini che collegano la cultura indiana vedica con la cultura “vecchia” della nostra cara amata Italia ! La cultura delle nostre tradizioni che a volte giace in attesa di essere riscoperta .

Forse non ci avete mai pensato ma anche noi italiani con la tradizione di alcuni luoghi abbiamo visto oppure utilizzato ai tempi delle nostre nonne alcune pentole simili, mi ricordo di un ragazzo della Toscana che guardando il video del pane indiano mi chiese di questa pentola per poter riprodurre un pane al mais molto simile a quello della ricetta indiana che anche nelle sue zone erano consueti fare i vecchi. Per non parlare della piadina romagnola e delle tigelle ! Anch’esse per essere cucinate al top richiedono l’apposita piastra di ferro.

Non tutti sanno però che riscoprire le tradizioni a volte non è così semplice!

Di fatti queste padelle italiane oppure indiane hanno bisogno di molta cura prima durante e dopo il loro utilizzo. Le vecchie nonne ci avrebbero spiegato di più se glielo avremmo chiesto ! Purtroppo ora che non ci sono più proviamo a farci l’esperienza da soli imparando dalla saggezza della cultura indiana (per fortuna ancora conservatrice di queste magnifiche tradizioni).

DOVE ACQUISTARE LA PENTOLA TAVA – cliccla qui

Perchè i veri Abiti indiani non costano 20€-40€ come quelli cinesi ?

Oggi mi trovo a scrivere questo articolo purtroppo …….  dico purtroppo! perché sono molte le chiamate e le richieste che ricevo assiduamente per l’acquisto di un abito indiano quasi tutte con il pretesto che il loro prezzo deve ritenersi all’interno dei 50€ !

 

Molti non lo sanno, ma sbirciando sul web si imbattono in diversi siti stranieri di abiti etnici che promettono modelli “da regina” con le stoffe più pregiate come la seta a prezzi che girano attorno ai 40€ fino a sfiorare per lo più gli 80€! Ma in un mondo dove l’inganno è al primo posto, molti di loro che decidono di acquistarli rimangono poi spiazzati e delusi dall’oscenità di quelle stoffe speditegli e delle finiture orrende che nemmeno si accostano alla somiglianza dei modelli esposti prima dell’acquisto!

 

Sebbene in India il mercato sia gestito con una valuta bassa come la rupia! ricordatevi però un paio di cosette :

  1.  in India l’enorme domanda di abiti soprattutto da cerimonia alza il valore di mercato
  2. in India ci sono concetti di negozi per specifiche caste! con rapporto qualità casta prezzo
  3. in India un lavoro fatto come si deve da un artigiano esperto si fa pagare! non perché sia un paese povero allora il buon prodotto debba essere regalato, questo non succede in nessuna parte del mondo

 

 

Sari indiano : che cos’è ? Dove si compra un sari ? Guida completa

 

Stai continuamente scorrendo immagini di modelle sul web che indossano questo bellissimo abito tradizionale indiano e che sembrano delle dive uscite dall’Olimpo?! e non puoi fare a meno che continuare a desiderarne di indossarne uno per sentirti più bella? Bhe! non posso darti torto! stiamo parlando dell’abito più femminile al mondo!

Ma lascia che ti spieghi un po’ meglio che cos’è….

Partiamo dal concetto che la logica di questi abiti è molto differente dall’abito tradizionale che intendiamo nel mondo occidentale, certamente specchio della cultura che ne ha procreato il fascino lussuoso e semplice, il sari riesce a sbalordire ogni ragazza che per la prima volta ne vede uno originale in vita sua!

 

 

Non ci sono taglie! non ci sono elastici! non c’è niente di niente per poterlo indossare e soprattutto nessuno si aspetterebbe mai che dietro quel fantastico visetto da posa ci sono 5 metri di stoffa se non addirittura 8 metri e c’è un lungo periodo di preparazione che fa rizzare i capelli a tutte noi occidentali perchè non siamo donne pazienti come quelle ragazze indiane.

 

L’abito inoltre comprende una parte aggiuntiva di stoffa necessaria per poter confezionare da un sarto qualificato un corpetto della stessa fantasia del suo corpo centrale.

Dopo tutte queste informazioni capisco che avrai già voglia di gettare la spugna! Ma no assolutamente non voglio scoraggiare il tuo acquisto di un sari ! AL CONTRARIO! E proprio per questo ho creato e selezionato per te alcuni modelli ed alcune soluzioni molto semplici per poter avere un abito fantastico e riuscire a gestirlo al meglio!

per curiosare qualche modello ho creato un e-commerce qui http://shakalab.altervista.org/negozio/

mentre se vuoi metterti direttamente in contatto con me scrivimi su whatsapp 3914362856

Un’impronta di Shakahari anche a San Remo 2018!

l’avete riconosciuto?

elio terzo occhio

ebbene sì! è proprio Elio! che sfoggia un bellissimo cappottino indiano! sul palco di San Remo! con tanto di cappello e scarpe a punta. Ma che look prorompente! non avevamo notato che ora ha anche il terzo occhio!

Grazie Elio per aver portato una piccola impronta di Shakahari anche a San Remo!

….e se anche tu stai cercando qualcosa di particolare per insaporire la tua festa oppure il tuo guardaroba! niente paura ci pensiamo noi! se siamo riusciti ad accontentare l’eccentrico Elio riusciremo ad accontentare anche te!

http://www.shakahari.it

 

Shakahari Lab alla Pesa Vegia di Bellano 2018!

…e per iniziare l’anno nuovo! Grande partecipazione del team di Shakahari alla Pesa Vegia bellanese 2018!

IL GIORNALE LECCO ON-LINE ci riporta così nel suo articolo!

http://www.leccoonline.com/articolo.php?idd=33571

< Una Pesa Vegia, quella del 2018, come non se ne erano mai viste prima, con fuochi d’artificio, scenografie luminose, centinaia di figuranti e animali esotici. E questo grazie anche al contributo dei numerosi volontari (dalle associazioni al Comitato Pesa Vegia) che hanno animato il più sentito evento dell’anno bellanese. Nonostante il tempo, con una pioggerellina che non invogliava a passare la serata all’aperto, migliaia di persone ieri hanno visitato le varie location allestite in paese per celebrare la “benevola ordinanza” del governatore seicentesco Fuentes.

pesa vegia 2018

Deve aver stupito i visitatori la qualità dei costumi: degli armigeri, dei musici, dei barcaioli, delle dame e dei signori, ispirati al Seicento, che hanno sceneggiato l’arrivo del governatore spagnolo a Bellano, e poi i vestiti orientaleggianti dei cortigiani nella corte di re Erode, presso l’ex Cotonificio Cantoni, dove erano presenti anche i venditori di spezie (impersonati da chi questo mestiere lo fa davvero in paese, Shakahari Lab), gli artisti (Franco Farina), l’esattore delle tasse e la cartomante (attori del gruppo teatrale Tuttaunaltrastoria), le ballerine di danza del ventre; ma anche le stalle coi cammelli, gli alpaca e le gru hanno destato un certo stupore.  >

Tandoori ed il FORNO TANDOOR

Mi sembrava utile per tutti quanti fare chiarezza riguardo il termine tandoori che si accosta a moltissimi piatti della cucina indiana. Molti appunto si chiedevano che cosa indicasse il termine “Tandoori”; prevalentemente è il termine che si accosta ai piatti cucinati con il forno Tandoor ………mentre il termine tandoor si riferisce ad una varietà di forni più comunemente di argilla (o metallo successivamente) dalla forma cilindrica utilizzato per la cottura di alcune pietanze tipiche nel sud Asia, nell’Asia centrale e occidentale come nel Caucaso.
Il calore del forno tandoor tradizionalmente è generato dalla combustione del carbone o della legna da ardere; principalmente il forno di tipo tandoor gestisce 3 tipi di cotture:
1 cottura a fiamma diretta e quando il cibo viene esposto direttamente sul fuoco;
2 cottura per esposizione quando il cibo viene cotto mediante la radiazione di aria calda;
3 cottura con affumicatura.
La temperatura in un forno tandoor può avvicinarsi fino ai 480 ° C ; usualmente i forni di questo tipo rimangano accesi per lunghi periodi in modo tale da mantenere la temperatura di cottura elevata.
I materiali con cui il forno viene costruito sono elementi naturali che si trovano nei luoghi di utilizzo e principalmente sono forni di terra cruda o cotta.
Esistono differenti tipi di forni tandoor in tutta la fascia dei territori asiatici dove è tipico il suo utilizzo, riguardo l’India il più rinomato è il forno del Punjab Infatti n India e in Pakistan la “cucina tandoori” sono tradizionalmente associate con quella Punjab.
Devo ammettere però che nel Punjab (almeno per quello che ho notato) esiste un ulteriore tipo di forno della quale vi spiegherò in un altro articolo……………..

Riproduzione del forno tandoor nel museo delle vecchie culture popolari di Haveli nel Punjab

Alta moda indiana a Milano, una grande realizzazione tutta al femminile.

Shakahari concept store propone al suo pubblico femminile l’esperienza
di DurreNajaf la stilista di origine pakistana direttrice di un atelier
di moda “Silverz” specializzato nella realizzazione di saree indiani.

” Per me la qualità è la cosa più importante, una ragazza che acquista
una mia creazione deve essere pienamente soddisfatta ed uscire dal mio
atelier con il sorriso sulle labbra sicura nei suoi movimenti
prorompenti e felice di raccontare alle amiche la sua esperienza con
uno dei miei capi.”
Queste le parole della stilista a riguardo.

stilista DurreNajaf

Pensavano forse in molti che un semplice saree fosse facile da
assemblare con qualsiasi materiale ma non è così ed a svelarci i
segreti di un saree elegante e perfetto è proprio DurreNajaf.

“Un saree che si esprime in tutta la sua eleganza deve una volta
indossato formare un bel drappeggio lungo la schiena e per creare
questo modello servono delle stoffe di qualità che possono arrivare ad
una lunghezza di circa 8,5 metri. Inoltre le sue cuciture e pieghe
devono essere ben salde per una camminata sicura tutto questo racchiuso
dall’abilità dell’artista nell’ornare tutta la sua lunghezza.”

DurreNajaf ci potresti parlare anche un po’ di tè cosa ti ha spinto
verso questo progetto di creare Silverz, il tuo atelier?

“La mia grande passione è il motivo principale che mi ispira ogni
giorno nel creare le mie confezioni. Affiancano ad essa molti studi nel
settore nel management e nel settore del design che mi hanno dato tutte
le abilità tecniche per poter intraprendere questo grande viaggio,
tenendomi aggiornata tra le ultime innovazioni riguardanti stili e
materiali cerco sempre di ottenere un prodotto diverso ed alla moda
capace di rendere ogni donna una creatura di affascinante bellezza. Non
dimenticate mai che ogni donna ha il diritto di sentirsi bella.”

Abito da sposa creazione di DurreNajaf

La leggenda del basilico sacro

Secondo la Scrittura indù , la pianta Tulsi era una donna di nome Vrinda (Brinda , sinonimo di Tulsi) . Ella era sposata con il re demone Jalandhar , che a causa della sua devozione a Vishnu diventò invincibile . Anche Shiva il distruttore della Trinità Hindu non poté sconfiggere Jalandhar , così chiese a Vishnu il conservatore della Trinità consiglio per trovare una soluzione .
Vishnu così si travestì da Jalandhar con lo scopo di ingannare Vrinda .
Una volta che la sua castità venne distrutta , Jalandhar perse il suo potere ed in seguito venne ucciso da Shiva .
Vrinda maledi poi Vishnu a diventare di colore nero e di essere separato dalla moglie , Lakshmi . Questo però si compi poi quando fu trasformato in pietra Shaligram nera (in realtà un fossile) nel suo settimo avatar in forma di Rama, dove fu separato dalla moglie Sita rapita dal re demone Ravana .
Vrinda poi si annegò nel mare , e gli dei (o Vishnu stesso) trasferirono la sua anima ad una pianta, d’ora in poi Tulsi.
Come da benedizione Vishnu dovette sposare Vrinda nella sua prossima vita , dunque Vishnu in forma di Shaligram si sposò con Vrinda in forma di Tulsi nel giorno Prabodhini Ekadashi . Per commemorare questo evento , viene eseguita ogni anno la rappresentazione della cerimonia dal nome di Tulsi Vivah.