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Food & Spices

Il latte vegetale per le tue ricette alternative

Siete sempre di più ! che “osate” chiedermi di prepararvi il CHAI LATTE con un sostituto del latte …. ma poi a molti di voi non piace proprio il risultato o se lo immaginerebbero nettamente migliore solo al pensiero di un chai latte originale creato con il latte . Questo perché il latte vegetale con cui viene poi creata la ricetta, quello commerciale, è molto blando e dissolve poi il gusto della ricetta in una sorta di bevanda annacquata .

Oggi vi voglio spiegare la mia esperienza in merito a queste mie sperimentazioni nel cercare di creare delle bevande un po’ più cariche e sostanziose o comunque preparazioni leggermente più simili alla consistenza del latte.

Se abbiamo la pazienza di creare il latte vegetale direttamente dai semi il risultato sarà nettamente superiore per molti aspetti ! tra i quali :

  • abbiamo un latte SANO e VIVO pieno di nutrienti che non si sono persi nella sterilizzazione e nella trafila della vendita e conservazione commerciale
  • avremo un risultato molto più corposo e genuino, in quanto la materia prima è presente nella quantità in cui noi desideriamo e non tra il 9% ed un massimo di 16%
  • sarà solo puro latte del chicco che scegliamo; non aggiungeremo alla ricetta ingredienti futili come GOMME ed ADDENSANTI, AROMI etc… che lo rendono poi più complesso anche da digerire
  • siamo noi a scegliere la densità e quanto debba poi essere diluito ! per la giusta resa della nostra ricetta

bisogna però accennare 2 aspetti che ho constatato nell’auto-produrre il latte vegetale, pro o contro lascio la scelta a voi di giudicare !

1° ASPETTO

possiamo estrapolare il concentrato del seme e creare un latte condensato che ci permetterà poi di occupare meno spazio in frigor e scegliere ogni volta di diluirlo e creare il nostro latte fresco al momento del bisogno

2° ASPETTO

il gusto non assomiglierà molto a quello dei latti vegetali in commercio . Una cosa fondamentale però è quella di aggiungere una puntina di sale proprio un pizzico su 1 litro di latte in quanto gli conferisce sapidità e gusto che da solo il latte vegetale non possiede. Inoltre per ovviare è possibile però aggiungere delle spezie come cannella o cardamomo o similari

TAVA la pentola indiana della tradizione

Mi chiedete sempre riguardo la pentola che ho esposta in negozio …. ma che cos’è ? ed io vi rispondo sempre ” ma è la TAVA la pentola indiana di ferro per preparare il pane indiano!”

Molte sono le similitudini e le abitudini che collegano la cultura indiana vedica con la cultura “vecchia” della nostra cara amata Italia ! La cultura delle nostre tradizioni che a volte giace in attesa di essere riscoperta .

Forse non ci avete mai pensato ma anche noi italiani con la tradizione di alcuni luoghi abbiamo visto oppure utilizzato ai tempi delle nostre nonne alcune pentole simili, mi ricordo di un ragazzo della Toscana che guardando il video del pane indiano mi chiese di questa pentola per poter riprodurre un pane al mais molto simile a quello della ricetta indiana che anche nelle sue zone erano consueti fare i vecchi. Per non parlare della piadina romagnola e delle tigelle ! Anch’esse per essere cucinate al top richiedono l’apposita piastra di ferro.

Non tutti sanno però che riscoprire le tradizioni a volte non è così semplice!

Di fatti queste padelle italiane oppure indiane hanno bisogno di molta cura prima durante e dopo il loro utilizzo. Le vecchie nonne ci avrebbero spiegato di più se glielo avremmo chiesto ! Purtroppo ora che non ci sono più proviamo a farci l’esperienza da soli imparando dalla saggezza della cultura indiana (per fortuna ancora conservatrice di queste magnifiche tradizioni).

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DHAL il concetto del legume tutto indiano

Molti di voi iniziano a storcere il naso quando in negozio vi presento un piatto indiano descrivendolo a base di fagioli od altri legumi indiani in quanto noi italiani non siamo proprio abituati a vedere queste portate come un “tesoretto” della nostra dieta ! Altri invece perché li trovano spesso indigesti e difficili da digerire.

 

Ma il sapiente ed antico popolo indiano, il quale per la maggior parte negli stati del nord (molto più legati alla cultura vedica) è vegetariano e conosce bene tutti i segreti di come condirli, combinarli e cuocerli in maniera corretta e così buona che nemmeno voi saprete resistere ad un bel piatto di legumi indiani cosidetti DHAL .

3 buoni motivi per assaggiare i legumi all’indiana

1) PERCHE’ MOLTO IMPORTANTI PER I NUTRIMENTI CHE APPORTANO COME :

  • fibre, che permettono un assorbimento più modico e lento dei carboidrati,
  • proteine che se ben bilanciate con altri alimenti sono paragonabili a quelle contenute nella carne
  • sono senza glutine, ideali per chi ha problemi di assorbimento e celiachia

2) PERCHE’ MOLTO PIU’ DIGERIBILI DELLA CARNE 

Sembra un controsenso, in quanto molti di noi odiano i legumi appunto perché non li digeriscono ….  ma vi siete chiesti perché non li digerite? Ecco alcune spiegazioni plausibili :

  • non sono stati lasciati in ammollo e non hanno potuto rilasciare nell’acqua le saponine (sostanze tossiche che ci gonfiano la pancia)
  • sono crudi e non ben cotti ! tutti i fagioli e lenticchie devono essere ben cotti e mai al dente !
  • non sono freschi ma in scatola ! quasi nessuno ci pensa ma i conservanti che mettono nelle scatole di latta fanno proprio un buon lavoro per conservare i cibi, così non permettono ai nostri enzimi di deteriorare e scindere il cibo una volta iniziato il processo di digestione
  • sono associati nei piatti con alimenti “sbagliati” . Questo fattore non è proprio da sottovalutare, ma a nessuno viene in mente! Esempio lo sapevate che i fagioli con il parmigiano oppure altri formaggi oppure con le uova sono veramente difficilissimi da digerire ? Quante volte abbiamo mangiato minestrone o pasta e fagioli con parmigiano o fatto polpette vegetariane con uova e parmigiano per legarle ?

3) PERCHE’ BUONI COSI’ CON LE SPEZIE NON LI AVETE MAI ASSAGGIATI 

Le spezie giocano un fattore fondamentale nel rendere digeribili i legumi ma non solo! li rendono anche più buoni ed appetibili. Basti pensare che la sola curcuma in un semplice piatto di fagioli aiuta la cottura e lascia un retrogusto magnifico al piatto rendendolo inoltre più digeribile.

…. ORA TOCCA A VOI ! pronti per le ricette ?

spazio alla creatività… le spezie double face !

Finalmente sta arrivando la bella stagione………… è ora di rivedere un po’ anche la nostra dieta per stare al passo con l’equilibrio naturale del nostro corpo. Gli antichi indiani questo lo hanno sempre saputo e tramandato!

Non molti pensano a quante delle spezie che abbiamo in casa siano un meraviglioso potenziale di multi-nutrienti e di vitamine essenziali per il cambio stagionale, ma come fare ?

SEMPLICE ! armiamoci si tanta voglia e santa pazienza … e di guanti e terra !

 

Qui alcune idee per la coltura delle spezie più comuni :

SEMI DI FINOCCHIO

  • dalla quale possiamo ricavare un buonissimo finocchietto fresco per condire zuppe fresche ed insalate primaverili

SEMI DI CORIANDOLO

  • si ricava una spezia fresca che assomiglia leggermente al prezzemolo ed ottima servita fresca sopra il pane indiano ed i piatti cremosi

SEMI DI BASILICO INDIANO

  • qui ce ne sono di diversi tipi e qualità, in particolare dal tipo TULSI si può ricavare una pianta curativa dalle foglie piene di principi attivi e da bere come infuso energizzante

SEMI DI SENAPE NERA

  • da questi semini curiosi ricaveremo proprio la pianta di senape con la quale si posso ricreare dei maginifici piatti indiani molto aromatici

SEMI DI TIMO INDIANO

  • si ottiene una pianta simile al nostro timo mediterraneo pronta per piatti di pesce e freschi arrosti con patate

SEMI DI FIENO GRECO

  • più curiosi di tutti…. dai quali cresce una spezia a foglia medio larga quadrangolare che viene utilizzata come ingrediente principale di diversi piatti oltre che essere ottima nell’impasto del pane indiano

SEMI DI CRESCIONE

  • da questi si utilizzano i germogli che hanno grandi proprietà detossinanti da consumare freschi in insalata oppure centrifugati

SEMI DI ANETO

  • altro classico, il suo arbustello sprigiona un aroma molto forte e particolare che viene usato per ultimare sughi e salse a base di panna per il salmone oppure nelle zuppe con patate e carote

SEMI DI NIGELLA

  • da questi semi si ricavano dei germogli che sono ottimi per le insalate e molto particolari

Come si prepara una buona tazza di tè nero

Tutti sanno che il tè nero indiano è uno dei più esclusivi e buoni tè neri al mondo con le sue terrazze che spaziano tra l’Assam ed il Darjeelingma non altrettanto conoscono il modo corretto di preparare una buona tazza di tè !

Oggi con questo articolo voglio proprio darvi LE REGOLE BASE e la tecnica OCCIDENTALE perfetta per assaporare la tazza di tè più buona che abbiate mai provato nella vostra vita! Seguite attentamente i miei consigli così la smetterete di aggiungere zucchero alle vostre tazze, dato che fa male e nessuno lo vuole più utilizzare !

SCEGLIERE UN TE’ SFUSO

  • questo sta alla base di una buona base, in quanto la foglia sfusa ci permette già di primo impatto di capire se il tè che stiamo per acquistare sia un tè qualitativo o meno. Le foglie ridotte in polvere o in piccolo taglio lasceranno subito nella nostra tazza tutto l’aroma senza che avvenga per un infusione graduale senza darci la possibilità di bere un tè delicato e nella maggior parte dei casi questo provoca il rilascio del tannino, = l’elemento astringente e che ci secca la bocca, che naturalmente renderà molto amara la nostra tazza di tè.

PERCHE’ NON USARE LE BUSTINE

  • siamo sempre improntati all’acquisto delle “PRATICHE” bustine da tè ma sinceramente devo ancora trovare la persona che mi dimostri e mi spieghi PERCHE’  le bustine SIANO PRATICHE ? perché io ancora non l’ho capito! Basta pensare che solo per strizzarle e toglierle dalla tazza ci si scotta le dita e se non le si strizza solo per gettarle lasciamo gocce sparse per tutta la casa! Mi fanno arrabbiare e non vedo la loro comodità !  Poi dato che in queste bustine ci inseriscono lo scarto polverizzato delle foglie di tè (fate una prova ad aprirne una se non mi credete) ….Sento il gusto di un tè troppo forte e tendente all’amaro acidulo con il retrogusto di carta bustina se poi mi va male a scegliere quella sbagliata, per non parlare poi se ti trovi a casa di qualcuno che ti offre questi gusti orrendi fruttati dove le case produttrice l’unica cosa che sanno fare ti “sparano” questo karkadè aciduloso terribile dappertutto perché sicuramente gli costa di meno che inserire fiori e frutti veri di bosco! Altro che zucchero ci si deve aggiungere per renderlo bevibile un tè così !

PERCHE’ NON USARE LE PALLINE

  • le foglie di tè devono riuscire ad aprirsi e lasciare gradualmente nell’acqua il loro aroma profumato, per questo motivo la costrizione delle palline e delle strumentazioni varie come cucchiai con fori etc. o le stesse bustine non sono gli oggetti più idonei a causa della loro piccola capienza che crea una costrizione per le foglie del tè che tendono ad aprirsi e dunque il risultato sarà un fallimento totale dove le foglie compattate non lasciando passare l’acqua non rilasceranno l’aroma e saranno semplicemente gettate con uno spreco enorme

OSSERVARE I TEMPI DI INFUSIONE E LE GIUSTE QUANTITA’

  • riguardo questa precisazione ho voluto girare un video esplicativo che lascio di seguito…. ma tenete sempre conto che la quantità giusta per una tazza di tè è quella di 1gr per tazza, un cucchiaino scarso da caffè e che i tempi di infusione di 5 minuti sono assolutamente sconsigliati! 

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Piatto FUSION con variante – Gnocchetti integrali al Masala

Oggi vi propongo una ricetta molto famigliare a noi italiani… ma vissuta in chiave più esotica!

Sto parlando degli gnocchetti di patate che tutti noi conosciamo ! ma questa volta ho voluto crearli con la farina integrale la stessa che si usa per fare il pane indiano. La trovo molto delicata e poco “rustica” rispetto le farine integrali che si trovano in commercio e dunque un buon compromesso per chi ancora non ha inserito nella sua dieta dei cibi più integrali e vuole provare a migliorare le proprie abitudini.

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Parliamo inoltre del condimento….

Oggi ho voluto usare per preparare il sughino di accompagnamento un nuovo masala dal nome di “ALOO MASALA” , è una miscela specifica da assaporare con i piatti a base di patate, pesce e carni bianche in quanto la freschezza dei semini di timo indiano ricorda molto i nostri sapori mediterranei. Ottima anche come condimento per i soliti ravioli ricotta e spinaci !

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Una variante !

Vi vorrei suggerire un’altra variante più FUSION ! Ovvero al posto di inserire il masala nel sughino di accompagnamento… dato che molti aggiungono un pizzico di noce moscata all’impasto degli gnocchi, non sarebbe invece stato affatto inappropriato inserire nella preparazione un bel cucchiaino di “GARAM MASALA” , avrei preferito in questo caso il “PUNJABI GARAM MASALA” . Gli gnocchetti in questa variante si sposano con classico sugo al pomodoro oppure burro semplice e parmigiano.

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RICETTA impasto gnocchetti X 3 PORZIONI ABBONDANTI

  • 500 gr di patate pelate e schiacciate
  • 125 gr di farina integrale
  • 1 tuorlo d’uovo
  • sale q.b.

 

Carom Ajwain la spezia che aiuta la tua DIGESTIONE !

Oggi vi voglio scrivere di questa fantastica spezia! Poco nota a noi italiani ma fantastica e di comune utilizzo nella cucina indiana. Sto parlando dei semini di Carom Ajwain .

E’ utilizzata soprattutto per aiutare la digestione in quanto non è altro che un semino di una pianta molto simile al timo italiano che contiene dunque molto timolo, pronto a sviluppare la processione della bile e dei succhi gastrici aiutando la nostra digestione in modo semplice e naturale.

La puoi acquistare QUI

Rilascia un incantevole aroma di fresco e leggere a tutti i piatti a base di pesce e patate. Ottima da inserire nei nostri piatti pesanti come ad esempio i fritti che sono i più difficili da digerire. Riguardo a questo vi lascio uno spunto su come utilizzarla per avere una frittura leggera leggera !

Le basi della pasticceria indiana : LADDOO

vi vedo e sento sempre molto curiosi riguardo la confetteria indiana…. la definirei così piuttosto che “pasticceria” in quanto più che propri e veri pasticcini li vedo più come delle praline o dolcetti molto unici e particolari .

Oggi sperimentiamo un classico con la quale ci potremo confrontare e capire se è un tipo di “pralineria” adatto al nostro gusto europeo. Però vi voglio sottolineare che più che per il gusto i laddoo di ceci io li mangio per la loro fonte di proteine ottimale che ci forniscono sia la farina di ceci indiani che il ghee il burro chiarificato indiano (qui potrai leggere riguardo il GHEE) in supporto alla mia dieta vegetariana.

dove acquistare la farina di ceci CLICCA QUI

RICETTA x una 15 di laddoo come in foto

1 parte di GHEE

1 parte di ZUCCHERO a velo o zucchero integrale di canna indiano in polvere lo trovi QUI

2 parti di FARINA DI CECI indiani

riguardo il procedimento meglio guardare il video!

Tecnica di cottura dei NOODLES

Oggi ci discostiamo leggermente dalla cucina indiana per imparare un’altra tecnica importante per la preparazione dei piatti asiatici. Impariamo a cucinare in modo corretto gli spaghetti di riso ed abbinarli ad un contorno vegetariano. NOTA BENE questa tecnica può essere utilizzata per insaporire un riso a chicco lungo asiatico come il riso JASMINE creando lo stile “cantonese” ovvero potrete cucinarvi un ottimo riso cantonese vegetariano .

Per i consigli sulla cottura del riso asiatico clicca QUI

Dove acquistare il riso Jasmine QUI 

RICETTA x 4/5 porzioni :

300 gr di spaghetti/tagliolini di riso noodles

1 cipolla grossa tagliata a listarelle

1/4 di cavolfiore medio tagliato a pezzetti sottili ma non minuscoli

1 zucchina grossa tagliata a rondelle e poi la rondella in 4

2 carote tagliate a rondelle e poi la rondella in 4

1 bicchiere colmo di piselli surgelati

2 uova intere

olio e sale Q.B.

PROCEDIMENTO:

Preferibilmente partiamo con il soffritto mentre mettiamo sul fuoco la pentola dell’acqua senza sale…aggiungiamo in una padella antiaderente dell’olio di semi in buona quantità ed a fiamma alta rosoliamo prima la cipolla per 2 minutini per poi aggiungervi il cavolfiore le carote e le zucchine. Continuiamo il soffrittino fino a verdure tenere (saliamo in cottura le verdure) per ultimo aggiungeremo i piselli surgelati e una volta teneri anch’essi procediamo con le uova. Strapazziamo le uova (possibilmente in un angolo della pentola pulito dalle verdure per non creare l’effetto frittata alle verdure) e per ultimo aggiungiamo gli spaghetti precedentemente cotti e pronti all’utilizzo rosolandoli e mescolandoli insieme al “contorno” per circa 5/7 minuti.

COME PREPARARE GLI SPAGHETTI : In una pentola di acqua bollente bolliamo per 3 minuti gli spaghetti di riso assaggiandoli in modo da assicurarci che rimangano “al dente” (il gergo al dente per questi spaghetti si intende lasciarli leggermente gommosetti) . Una volta raggiunta la giusta consistenza passiamo subito a scolarli lavandoli ripetutamente con dell’acqua fredda e lasciandoli

Chai Latte ! il caffè indiano

Molti di voi lo conoscono come “CHAI” altri magari girando più il nord Europa lo avranno conosciuto come “CHAI LATTE” ma stiamo parlando della stessa magica bevanda indiana. Ottima da gustare in un dolce fresco primaverile oppure nei climi più rigidi per scaldarci l’animo con le sue spezie calienti !

Ho visto molte versioni e ricette sul web e la più tipica è quella in cui si prende una bustina di tè nero speziato e lo si metta poi in ammollo in acqua calda e poi gli si aggiunga del latte o latte condensato successivamente o addirittura dove si mette in infusione direttamente nel latte caldo la bustina di tè.  Ma credetemi …… il migliore risultato che vi possa essere con queste tecniche è quello di acqua o latte sporco di tè e null’altro!

Da considerare anche le miscele già pronte e solubili in polvere, in tutte quelle belle scatoline colorate o che vedete al banco del bar, da sciogliere nel latte caldo…..ma nemmeno con quelle avrete il vero gusto del CHAI LATTE indiano originale.

A questo proposito per aiutarvi ho creato una miscela di spezie bilanciata che potrete usare per creare il vostro CHAI LATTE perfetto! Non è piccante non è esagerata non è zenzerosa (a molti lo zenzero non piace o gli fa male) ma semplicemente perfetta per creare il chai più perfetto del mondo che sbalordirà tutti quanti. acquistabile QUI

Ultime due paroline sul tè, il vero tè utilizzato per questa preparazione è un tè nero speciale molto forte proveniente da ASSAM con un taglio delle foglie granulose appositamente per poter sprigionare in cottura tutto il loro aroma. Acquistabile QUI 

RICETTA x 2 tazze

2 cucchiaini pieni di tè speciale per chai (lo trovi su http://www.shakahari.it)

1 cucchiaino di chai masala (lo trovi su http://www.shakahari.it)

acqua mezzo bicchiere

latte intero vaccino 2 bicchieri oppure se usiamo latte di soia o vegetale non inseriamo l’acqua

PROCEDIMENTO

  • Preparare in un pentolino mezzo bicchiere d’acqua e gettarvi le spezie frantumate e lo zucchero di canna. Aspettare che avvenga la prima ebollizione.
  • in seguito aggiungervi il tè ed attendere 1 minuto di ebollizione, subito dopo il latte.
  • aspettare di nuovo che il tutto arrivi al punto di ebollizione e spostare la pentola dal fuoco in modo che si posso ricreare lo stato di ebollizione per almeno altre 2 volte.
  • Filtrare il liquido al colino e servire caldo con dolci e biscotti a piacere