Titolo FORTE per questo articolo come forte deve essere la sua reazione nel convincervi che c’è qualcosa che non va e che molti continuano a celare una buona fetta di conoscenza appositamente affinché si continui così !

Stiamo parlando dei dentifrici commerciali che molto di voi si accingono a comprare con disinvoltura, a volte facendo la lotta per non prendere fila al supermercato! non ne parliamo poi di quando sono in sconto!!! in quei negozi così naturali che hanno intere scaffalature di materiali pericolosi (tra shampoo e detersivi vari e cosmesi) sia per la salute che per l’ambiente! Ma che tanto noi non ci capiamo proprio niente di quelle etichette e ci subiamo inconsapevolmente tutte le conseguenze….

Ma da oggi BASTA non avete più scusanti per dire che non lo sapevate o che siete troppo pigri per rigare dritto e lasciare un FUTURO non un futuro “Migliore” ai vostri figli. Vi spiegherò una buona fetta di verità con questo mio articolo dunque APRITE BENE GLI OCCHI in tutti i sensi ! sia per leggerlo che per il dopo lettura.

Anzi! non ve la spiegherò io ma lui il Dott. Giorgio Petrucci, chimico e insegnante di diritto industriale e sicurezza nei laboratori dell’Università di Firenze 

< ” Il fluoro è presente da molti anni in Italia in prodotti per cosmesi come dentifrici e colluttori ed anche in alcune gomme da masticare. E’ stato, ed è tuttora consigliato, dai pediatri e dentisti, sia alle mamme in gravidanza sia ai bambini in tenera età, come cura preventiva della carie ed alcune Nazioni come Stati Uniti Gran Bretagna ed Australia permettono la sua aggiunta all’acqua potabile in dosi fino ad un milligrammo per litro per lo stesso scopo.E’ inoltre presente in farmaci, soprattutto in psicofarmaci, anabolizzanti ed antibiotici in chemioterapici ed in quasi tutti gli anestetici per le anestesie totali.

Probabilmente se non fossi stato un chimico avrei anch’io dato fiducia al parere dell’esperto, ma come chimico sapevo che i sali di fluoro erano da sempre classificati come veleni potentissimi ed usati anche come veleni per topi. Così ho parlato con alcuni di loro per scoprire che le loro informazioni erano di seconda o terza mano passate per lo più da informatori farmaceutici e basate su ricerche degli anni 40/50 del novecento.

Negli anni cinquanta e sessanta del Novecento si diffuse l’agricoltura intensiva e con essa l’uso di fosfati come fertilizzanti. I fosfati contenevano spesso discrete quantità di fluoro che doveva essere tolto perché ovviamente era tossico a quelle dosi per le piante. Le ricerche sulle qualità terapeutiche del fluoro per combattere la carie avevano dato a quei tempi le basi scientifiche per operare un utile recupero di questa sostanza che altrimenti avrebbe dovuto essere smaltita ad alti costi come rifiuto speciale. In questo modo è stato immesso nell’ambiente come sostanza utile generando un guadagno economico per quelle industrie invece di essere un costo. In questo modo l’interesse industriale si saldava con l’interesse degli Stati che iniziavano la corsa agli armamenti nucleari. ” >

MA LA SOLUZIONE ? QUAL’E’ ????

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