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Shakahari Lab on-line

Shakahari Lab alla Pesa Vegia di Bellano 2018!

…e per iniziare l’anno nuovo! Grande partecipazione del team di Shakahari alla Pesa Vegia bellanese 2018!

IL GIORNALE LECCO ON-LINE ci riporta così nel suo articolo!

http://www.leccoonline.com/articolo.php?idd=33571

< Una Pesa Vegia, quella del 2018, come non se ne erano mai viste prima, con fuochi d’artificio, scenografie luminose, centinaia di figuranti e animali esotici. E questo grazie anche al contributo dei numerosi volontari (dalle associazioni al Comitato Pesa Vegia) che hanno animato il più sentito evento dell’anno bellanese. Nonostante il tempo, con una pioggerellina che non invogliava a passare la serata all’aperto, migliaia di persone ieri hanno visitato le varie location allestite in paese per celebrare la “benevola ordinanza” del governatore seicentesco Fuentes.

pesa vegia 2018

Deve aver stupito i visitatori la qualità dei costumi: degli armigeri, dei musici, dei barcaioli, delle dame e dei signori, ispirati al Seicento, che hanno sceneggiato l’arrivo del governatore spagnolo a Bellano, e poi i vestiti orientaleggianti dei cortigiani nella corte di re Erode, presso l’ex Cotonificio Cantoni, dove erano presenti anche i venditori di spezie (impersonati da chi questo mestiere lo fa davvero in paese, Shakahari Lab), gli artisti (Franco Farina), l’esattore delle tasse e la cartomante (attori del gruppo teatrale Tuttaunaltrastoria), le ballerine di danza del ventre; ma anche le stalle coi cammelli, gli alpaca e le gru hanno destato un certo stupore.  >

Tandoori ed il FORNO TANDOOR

Mi sembrava utile per tutti quanti fare chiarezza riguardo il termine tandoori che si accosta a moltissimi piatti della cucina indiana. Molti appunto si chiedevano che cosa indicasse il termine “Tandoori”; prevalentemente è il termine che si accosta ai piatti cucinati con il forno Tandoor ………mentre il termine tandoor si riferisce ad una varietà di forni più comunemente di argilla (o metallo successivamente) dalla forma cilindrica utilizzato per la cottura di alcune pietanze tipiche nel sud Asia, nell’Asia centrale e occidentale come nel Caucaso.
Il calore del forno tandoor tradizionalmente è generato dalla combustione del carbone o della legna da ardere; principalmente il forno di tipo tandoor gestisce 3 tipi di cotture:
1 cottura a fiamma diretta e quando il cibo viene esposto direttamente sul fuoco;
2 cottura per esposizione quando il cibo viene cotto mediante la radiazione di aria calda;
3 cottura con affumicatura.
La temperatura in un forno tandoor può avvicinarsi fino ai 480 ° C ; usualmente i forni di questo tipo rimangano accesi per lunghi periodi in modo tale da mantenere la temperatura di cottura elevata.
I materiali con cui il forno viene costruito sono elementi naturali che si trovano nei luoghi di utilizzo e principalmente sono forni di terra cruda o cotta.
Esistono differenti tipi di forni tandoor in tutta la fascia dei territori asiatici dove è tipico il suo utilizzo, riguardo l’India il più rinomato è il forno del Punjab Infatti n India e in Pakistan la “cucina tandoori” sono tradizionalmente associate con quella Punjab.
Devo ammettere però che nel Punjab (almeno per quello che ho notato) esiste un ulteriore tipo di forno della quale vi spiegherò in un altro articolo……………..

Riproduzione del forno tandoor nel museo delle vecchie culture popolari di Haveli nel Punjab

Aperi-cena indiana a Milano

Śhākāhārī lancia il ciclo delle Aperi-cene indiane!

Serate dedicate alla cultura culinaria indiana con un piccolo assaggio di diverse pietanze, in un luogo così creativo ed ospitale del concept store che si trasforma per una sera in un piccolo “ristorantino” delle primizie indiane. L’iniziativa nasce dal bisogno dei clienti di integrare nuovi gusti nelle loro diete prendendo spunto dalla cucina indiana e riscoprendo la semplicità delle spezie per colorare i propri piatti.

Dopo i primi grandi successi tra il pubblico dell’estate 2017….

NOVITà a SETTEMBRE torna il ciclo delle Aperi-cene indiane!

Dopo il grande successo della scorsa edizione estiva Śhākāhārī ripropone delle serate da trascorrere in compagnia alla scoperta dei menù indiani!

In queste occasioni i partecipanti avranno l’opportunità di assaporare un menù dai piatti speziati ma non piccanti in compagnia di altre persone che condividono lo stesso gusto per la cucina indiana. Un’interessante spiegazione sarà rivolta ad ogni portata volta a conoscere la sua preparazione e l’utilizzo delle spezie in essa contenute.

DATE DI SETTEMBRE 2017

Venerdì 22 sett 20.00 – 22.30

Martedì 26 sett  20.00 – 22.30

Venerdì 29 sett 20.00 – 22.30

 

Per iscriversi basta mandare una email a negozioindiano@gmail.com

Sbircia la nostra pagina FB per vedere le foto degli eventi

Mousse di Spinaci speziati

La ricetta che vi propongo oggi è tipica del nord India e la possiamo definire come una sorta di “mousse” in quanto la consistenza e la testura del piatto rimane più compatta rispetto alle normali verdure stufate . L’ingrediente utilizzato originariamente in india non sono gli spinaci ma bensì le foglie di senape, largamente coltivata nel nord India dalla quale si ricava un buonissimo olio dal gusto forte e pungente. Dato la poca disponibilità della senape la mia variante preferita rimangono gli spinaci con dell’aggiunta di alcune cime di rapa.

E’ una ricetta ottima da integrare nella stagione autunnale ed invernale in quanto contiene buone quantità di zenzero, l’ingrediente più adatto per prevenire i malanni tipici di questa stagione!

RICETTA:
x 2 porzioni

250 gr di spinaci freschi (sostituibili con cime di rapa totalmente od in buona parte)

1 pomodoro medio grosso

1 bel pezzo di zenzero (tritato un cucchiaio abbondante)

3-4 cucchiai di olio  ( oppure ghee)

1 cipolla grossa

1-2 spicchio d’aglio

1/2 cucchiaino di curcuma

1 cucchiaino colmo di garam masala (mix di spezie indiane)

farina di mais fioretto Q.B. ( 2/3 cucchiai)

sale Q.B.

PROCEDIMENTO:

– mondo gli spinaci e li vado a bollire in pentola senza l’aggiunta di altri liquidi,
– soffriggo in olio caldo le cipolle con l’aglio che poi vado a togliere ( se voglio un sapore + marcato, vado ad aggiungere dopo la doratura della cipolla la pasta di zenzero ed aglio 1 cucchiaio abbondante )…. subito dopo inserisco la curcuma e continuo il soffritto,
– a parte trito i pomodori con il pezzo di zenzero e vado ad aggiungerli al soffritto e continuo la cottura per qualche minuto,
– vado ad aggiungere al sugo il garama masala e continuo la cottura per 2 minuti,
– in seguito frullo gli spinaci bolliti con dell’acqua necessaria e vado a gettarli nel sugo,
– continuo la cottura per una decina di minuti ed infine cospargo la superficie di farina di mais fioretto in modo che non crei grumi vado subitamente a mescolarla al composto. Ne aggiungo fino a quando il composto risulta asciutto e compatto.
Quando il composto rimane abbastanza denso tolgo dal fuoco e vado a servire con una noce di margarina o burro.

L’accompagnamento ideale a questa portata è il pane di mais e lo yogurt bianco.

Shakahari Lab si riempie d’arte!

Nel clima della sua praticità Shakahari Lab
quest’estate ha dato vita ad una speciale esibizione d’arte che si è
svolta all’insegna dei colori più vivaci tra esemplari di arte magica e
tribale dell’artista Paola Roggia e degli acquarelli brillanti come dai
quadri in armonia con la sensualità femminile indiana dell’artista
Franco Farina.

ritratto di donna dell’artista Franco Farina dalla collezione privata di Rosanna Manzoni

I due artisti sono stati i protagonisti principali di Shakahari Lab
ravvivando così la contrada storica di Bellano, accompagnati dalle
degustazioni di tè indiano speziato offerte dal laboratorio.
“Un clima allegro e colorato che ricorda l’atmosfera indiana così come
noi la vogliamo trasmettere a tutti coloro intorno a noi” in questo
modo si esprime il team di Shakahari Lab a riguardo del creativo
evento.

 

Speriamo con questi due artisti di aver conquistato i cuori dei
passanti della contrada portando loro nuove emozioni di gioia e di
vita! In poche parole speziando le loro giornate!

 

Un regalo per i nostri lettori, piccole perla di saggezza dai due artisti:

FRANCO FARINA

Alle porte di un nuovo mondo

“Lascia fuori la tristezza,
Butta via tutte le lamentele che hai sentito e che hai detto
Ignora tutte le perdite che hai avuto e dai valore e attenzione a tutte le cose belle e buone che hai fatto e che altri hanno fatto.
Togliti dalle spalle i problemi che Ti assillano.
Calza un paio di ali, anche se sono solo le ali della fantasia.
Metti quella luce negli occhi come quando si è innamorati.
Alza i lati della tua bocca inarcandola in un sorriso e incomincia a ridere.
Respira a pieni polmoni come quando Ti risvegli da un sonno ristoratore e assapori l’aria fresca del mattino.
Metti amore nelle persone che ti stanno attorno e nel tuo ambiente.
Metti estetica e bellezza nel tuo mondo e nel tuo ambiente.
Metti armonia nel tuo cuore.
Tu non hai mai perso finche non decidi di aver perso.
Il perdente è colui che non ha il coraggio di riprovarci ancora.
Butta via tutto ciò che è inutile e rimarrai Tu, l’essenza.
TU puoi essere il nulla e l’infinito.
Benvenuto in un nuovo mondo.”

 

 

http://francofarina.it/

PAOLA ROGGIA

Tutti conosciamo almeno una persona che colleziona pietre, vetri smussati, legni raccolti dalle spiagge o dai boschi: anch’io lo faccio da sempre.Trasformare questi materiali in “Rami incantati, Pietre parlanti” è però frutto di un dialogo unico e personale con qualcosa che giace nascosto sotto umili apparenze e sempre ci attira a sè.

“Rami incantati, Pietre parlanti”

Paola Roggia, autodidatta, utilizza legni, pietre e altri materiali recuperati in natura per interpretarli secondo la sua sensibilità.

Nascono così “Rami incantati, Pietre parlanti” originali oggetti d’arte, pezzi unici, testimoni quotidiani del legame affettuoso tra noi e la bellezza che si cela nella più umili cose.

Le “Schegge di luce” sono frammenti di vetro e di altri materiali che raccolgo dalle spiagge del lago di Como e dipingo con i colori acrilici: ciascuno è un’eco diversa della magia di questi luoghi. 

p.roggia@hotmail.it 

Alta moda indiana a Milano, una grande realizzazione tutta al femminile.

Shakahari concept store propone al suo pubblico femminile l’esperienza
di DurreNajaf la stilista di origine pakistana direttrice di un atelier
di moda “Silverz” specializzato nella realizzazione di saree indiani.

” Per me la qualità è la cosa più importante, una ragazza che acquista
una mia creazione deve essere pienamente soddisfatta ed uscire dal mio
atelier con il sorriso sulle labbra sicura nei suoi movimenti
prorompenti e felice di raccontare alle amiche la sua esperienza con
uno dei miei capi.”
Queste le parole della stilista a riguardo.

stilista DurreNajaf

Pensavano forse in molti che un semplice saree fosse facile da
assemblare con qualsiasi materiale ma non è così ed a svelarci i
segreti di un saree elegante e perfetto è proprio DurreNajaf.

“Un saree che si esprime in tutta la sua eleganza deve una volta
indossato formare un bel drappeggio lungo la schiena e per creare
questo modello servono delle stoffe di qualità che possono arrivare ad
una lunghezza di circa 8,5 metri. Inoltre le sue cuciture e pieghe
devono essere ben salde per una camminata sicura tutto questo racchiuso
dall’abilità dell’artista nell’ornare tutta la sua lunghezza.”

DurreNajaf ci potresti parlare anche un po’ di tè cosa ti ha spinto
verso questo progetto di creare Silverz, il tuo atelier?

“La mia grande passione è il motivo principale che mi ispira ogni
giorno nel creare le mie confezioni. Affiancano ad essa molti studi nel
settore nel management e nel settore del design che mi hanno dato tutte
le abilità tecniche per poter intraprendere questo grande viaggio,
tenendomi aggiornata tra le ultime innovazioni riguardanti stili e
materiali cerco sempre di ottenere un prodotto diverso ed alla moda
capace di rendere ogni donna una creatura di affascinante bellezza. Non
dimenticate mai che ogni donna ha il diritto di sentirsi bella.”

Abito da sposa creazione di DurreNajaf

nasce a luglio 2017 Śhākāhārī Lab a Bellano sul lago di Lecco

…un laboratorio oppure un negozio?

Il primo concept Lab in armonia con le idee di Śhākāhārī

Il team di Śhākāhārī si esprime spiegando l’idea che sta dietro :
Abbiamo ricreato per voi uno spazio speciale che ospita una parte di
laboratorio con i prodotti della tradizione indiana, ideato in supporto
agli amanti della cucina esotica e speziata dove sarà possibile
sperimentare nuove tecniche e ricette in lezioni organizzate dai
programmi differenti.

Per tutti coloro interessati sarà possibile consultare i programmi
delle lezioni e le disponibilità dei posti direttamente sul sito http://www.shakahari.it

Il laboratorio si presenta in un ambiente raffinato e ben suddiviso
dove è possibile ritrovare la bontà e la genuinità dei prodotti autoctoni del territorio indiano insieme alle giornate di degustazione ed alla sperimentazione di nuovi sapori prelibati che da sempre accompagnano il
clima delle case indiane.

Tecnica di cottura del riso BASMATI

Stanchi del solito piatto di riso umidiccio ed appiccicaticcio ? Non riesci ad avere un chicco fragrante per il tuo piatto di basmati ? nessun problema vediamo i PERCHE’ e la soluzione !

  • LA QUALITA’ DEL CHICCO

Diamo molto per scontato che il basmati sia tutto uguale ma non è così! Perché voi preferite una qualità di pasta rispetto un’altra ???? è lo stesso concetto! dipende in questo caso dal lavoro del contadino che coltiva una specifica qualità di basmati selezionato e noi abbiamo selezionato il miglior basmati per i vostri piatti.

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…. iniziamo subito con la giusta preparazione del riso prima della cottura

  • PREPARAZIONE DEL RISO

Il BASMATI , come ogni riso del tipo “a chicco lungo asiatico” richiede una preparazione tramite un lavaggio meticoloso che in parte serve per eliminare l’amido in eccesso, la causa dell’appiccicaticcio che non vogliamo, oltre a lavarlo molto bene eliminando impurità e polveri residue.

…passiamo ora alla tecnica di cottura in pentola semplice.

  • TECNICA DI COTTURA IN PENTOLA SEMPLICE

riso q.b.
acqua q.b.

(teniamo conto più o meno che 1 pugno pieno di riso o tazza corrisponda a circa 1 porzione  e mezza, abbondante, e che l’acqua sia più o meno il doppio del volume del riso)

PROCEDIMENTO:
  1. lasciamo il riso sulla base della pentola in modo che sia uniforme e ci versiamo dell’acqua in modo che essa ricopra il riso all’altezza di 1 cm. Questa non è una regola fissa, potrebbe anche essere sufficiente inserire 8 mm di acqua, varia a seconda del potere di assorbimento di liquido da parte del chicco.
  2. mettiamo sulla fiamma vivace la pentola fino a che non bolla il tutto, arrivati ad ebollizione chiudiamo con un coperchio di vetro e lasciamo a fiamma viva (a 3/4) per 10 minuti. Non si mescola mai il riso e nemmeno si va ad aprire il coperchio; se si desidera aggiungere del sale è bene farlo prima che arrivi ad ebollizione.
  3. successivamente mettiamo la fiamma al minimo e lasciamo con coperchio sempre chiuso continuando la cottura per altri 10 minuti.
  4. alla fine dei 10 minuti (in totale 20) spegnere la fiamma e lasciare così com’è coperto per almeno altri 7-10 minuti. Successivamente togliere dalla pentola e servire o continuare con il condimento preparato in un’altra padella.

TECNICA DI COTTURA CON CUOCIRISO (RICE COOCKER)

riso q.b.
acqua q.b.

(teniamo conto più o meno che 1 pugno pieno di riso o tazza corrisponda a circa 1 porzione  e mezza, abbondante, e che l’acqua sia più o meno il doppio del volume del riso)

PROCEDIMENTO:
  1. lasciamo il riso sulla base della pentola in modo che sia uniforme e ci versiamo dell’acqua in modo che essa ricopra il riso all’altezza di 1 cm. Questa non è una regola fissa, potrebbe anche essere sufficiente inserire 8 mm di acqua, varia a seconda del potere di assorbimento di liquido da parte del chicco.
  2. mettiamo il bottone della cuociriso in sezione COOK ed attendiamo che scatti da solo in sezione WARM
  3. aspettiamo 7/10 minuti fermo in sezione WARM, in seguito serviamo.

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per chi non ha letto l’articolo approfondito sulle varie tecniche di cottura riassunte lo può leggere ora

Le diverse tecniche di cottura del riso asiatico a chicco lungo

 

Le diverse tecniche di cottura del riso asiatico a chicco lungo

A quanti di voi (come anche alla sottoscritta è successo) sarà capitato di provare a cucinare un piatto alternativo utilizzando ingredienti come il riso basmati o a chicco lungo e ritrovarsi dopo la cottura un riso agglomerato umidiccio con chicchi spappolati molto diverso da quello che si può vedere nelle diverse ricette oppure assaporare ai ristoranti asiatici?!!????

Non disperatevi perchè ora vi svelerò tutti i trucchetti per chi come me è un amante del riso e vorrebbe poter mangiare e presentare agli amici un piatto come si deve!
Oggi vi spiego le tecniche di base per cucinare il riso a chicco lungo e sottile come il basmati, ma anche no, tipico delle zone asiatiche…….

 

….possiamo definire la cottura cottura del riso in diversi metodi:

1) COTTURA A CRUDO

 

A- la cottura più conosciuta per il riso e rinomata nel mondo è la cottura in semplice pentola e successiva scolatura del riso, una volta poi scolato si passa alla parte del condimento che avviene o a freddo (come le insalate di riso) o in pentola con contorni e sughi cotti a parte .
B- la cottura a crudo perchè il riso non viene precedentemente preparato e dunque il riso viene gettato nella pentola al massimo tostato e successivamente curato con l’aggiunta dell’acqua nella ricetta. Possiamo paragonarla alla cottura del nostro risotto, con la differenza dell’assorbimento dei liquidi in quanto i nostri tipi di riso sono diversi. Anche qui il vapore aiuta la cottura ma assume più importanza l’acqua. ATTENZIONE a non aggiungere troppi liquidi oppure si rischia di ottenere un riso umidiccio.

 

2) COTTURA CON UTILIZZO DI VAPORE

 

A- per eccellenza la cottura più utilizzata in Asia, dove il chicco viene precedentemente preparato ovvero rinvenuto in acqua per almeno 20 min e successivamente scolato e lasciato asciugare (perdere l’acqua in eccesso). Viene poi introdotto nella ricetta con una quantità di acqua un po’ inferiore al doppio del suo volume (1 tazza di riso, 1.5 di acqua). Il riso viene coperto da un tappo e la cottura si completa con il vapore dove per la prima parte della ricetta la fiamma è più alta e la seconda più bassa per poter permettere la cottura con il vapore senza bruciare il riso a fondo pentola.
IMPORTANTE: la quantità d’acqua varia a seconda della capacità del tipo di riso utilizzato di assorbire l’acqua.
B- cottura con l’ausilio della pentola professionale il (rice cooker). Non è prevista nessuna preparazione del chicco di riso precedente, il chiccco viene solamente sciacquato dalle impurità e dall’amido che lo ricopre per poi essere inserito in pentola sormontato da un dito di acqua (quantità corrispondente al doppio del suo volume originale).
Quello che viene cucinato però rimane un riso semplice, solitamente in bianco senza condimento oppure aromatizzato con aromi o spezie come nell’esempio
C- la cottura al vapore per eccellenza… si differenzia dalle altre perché il riso viene cotto esclusivamente a vapore senza contatto con l’acqua. Precedentemente viene preparato lasciandolo rinvenire in acqua e una volta scolato lo si posizionato sopra la pentola con dell’acqua all’interno intenta a bollire in modo che solo il vapore ultimi la cottura. Anche questa tecnica si usa per  ottenere un riso che soltanto dopo può essere condito.

 

3) COTTURA A 2 TECNICHE

 

Consiste nel portare il riso ad un punto di media cottura mettendolo a bollire in una pentola con acqua e successivamente scolato viene sistemato in una pirofila e cotto in forno.

 

In articoli successivi riporterò dei video dove sono mostrate le diverse tecniche di cottura sopra descritte….

 

La leggenda del basilico sacro

Secondo la Scrittura indù , la pianta Tulsi era una donna di nome Vrinda (Brinda , sinonimo di Tulsi) . Ella era sposata con il re demone Jalandhar , che a causa della sua devozione a Vishnu diventò invincibile . Anche Shiva il distruttore della Trinità Hindu non poté sconfiggere Jalandhar , così chiese a Vishnu il conservatore della Trinità consiglio per trovare una soluzione .
Vishnu così si travestì da Jalandhar con lo scopo di ingannare Vrinda .
Una volta che la sua castità venne distrutta , Jalandhar perse il suo potere ed in seguito venne ucciso da Shiva .
Vrinda maledi poi Vishnu a diventare di colore nero e di essere separato dalla moglie , Lakshmi . Questo però si compi poi quando fu trasformato in pietra Shaligram nera (in realtà un fossile) nel suo settimo avatar in forma di Rama, dove fu separato dalla moglie Sita rapita dal re demone Ravana .
Vrinda poi si annegò nel mare , e gli dei (o Vishnu stesso) trasferirono la sua anima ad una pianta, d’ora in poi Tulsi.
Come da benedizione Vishnu dovette sposare Vrinda nella sua prossima vita , dunque Vishnu in forma di Shaligram si sposò con Vrinda in forma di Tulsi nel giorno Prabodhini Ekadashi . Per commemorare questo evento , viene eseguita ogni anno la rappresentazione della cerimonia dal nome di Tulsi Vivah.